lunedì 20 aprile 2009

Ancora sull'olio

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l'olio extra vergine di oliva fa bene! E potrebbe fare anche meglio se lo si utilizzasse regolarmente in cucina, accompagnato da un vivere sano, da un'adeguata attività fisica e mentale. L'olio extra d'oliva, crudo o riscaldato, è il grasso più indicato per l'alimentazione, non soltanto per il suo aroma e il suo sapore, ma anche per l'insieme delle sue proprietà, tra le quali in particolare la sua composizione acidica con predominio di acidi grassi monoinsaturi e un perfetto equilibrio di polinsaturi, il suo contenuto di vitamina E, di protovitamina A e di antiossidanti, di effetto protettivo sulla salute.Persino gli americani, scarsi produttori, ne hanno riconosciuto l'alto valore alimentare e terapeutico. Nel 1977 il Professor Angel Kelsen ( università del Minnesota ) riconosce all'acido linoleico, contenuto nell' olio di oliva un alto grado di efficacia preventiva nei confronti dell'arteriosclerosi e dell'infarto. In oltre due decenni, gli studi hanno evidenziato altri interessanti vantaggi derivanti dall'utilizzo dell'olio extra vergine di oliva nell'alimentazione quotidiana.
Apparato circolatorioL'alimentazione ricca di grassi animali aumenta la quantità di colesterolo nel sangue, uno dei principali fattori di rischio nelle malattie cardiovascolari. Gli oli vegetali hanno invece azione protettiva. Si può a ragion vedute dire che in particolare l'olio extra vergine di oliva ha, rispetto ad altri oli vegetali, maggiori effetti benefici.Non solo per le sue peculiarità, ma anche perché l'olio extra vergine di oliva è l'unico olio prodotto con la semplice pressione e schiacciamento del frutto, senza ulteriori manipolazioni chimico-fisiche. L'olio di semi viene invece prodotto tramite l'utilizzo di apparecchiature speciali e di sostanze chimiche, quali il butano, il propano, l'esano. Specifichiamo: non tutto il colesterolo è nocivo. La frazione veicolata dalle lipoproteine di alta densità (Hdl) attiva l'eliminazione del colesterolo per le vie biliari. Il consumo di olio extra d'oliva diminuisce il colesterolo totale ed aumenta il saggio di colesterolo delle Hdl, donde i suoi vantaggi per la salute e l'aumento della speranza di vita per chi ne consuma. Il rischio di malattie coronariche è molto più alto tra gli abitanti di paesi non consumatori di olio d'oliva, comparato con quello delle popolazioni mediterranee la cui dieta ne contiene un alto consumo.
AntiossidantiLa presenza di tocoferoli e polifenoli conferiscono all'olio extra vergine di oliva un ruolo importante nell'attività antiossidante e anti radicalica limitando l'invecchiamento cellulare. Non dimentichiamo mai che l'olio d'oliva ha come tutti gli elementi lipidici, una funzione energetica.
DigeribilitàUn ruolo svolto dall'olio, che tutti possono apprezzare, è sicuramente la particolare fragranza che esso conferisce ai piatti, aumentando l'appetibilità delle vivande e promuovendo gli stimoli secretori dell'apparato digerente, così da indurre una migliore digeribilità.
Apparato digerenteGli alimenti preparati con olio extra vergine di oliva presentano un'eccellente tolleranza gastrica e intestinale. Infatti, l'olio d'oliva protegge le mucose ed evita gli effetti dell'ipercloridria, riducendo così i rischi di ulcere gastriche e duodenali. Esercita un'azione lassativa, più efficace a digiuno, e contribuisce a correggere la stipsi cronica. Stimola la cistifelea e inibisce la secrezione della bile. Ha inoltre effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari, grazie all'attivazione del flusso biliare e all'aumento delle lipoproteine di alta densità (Hdl). L'incidenza delle litiasi biliari è minore nelle regioni con alto consumo di olio d'oliva.
Fasi delicate della vitaL'olio extra vergine di oliva presenta una composizione equilibrata di acidi grassi polinsaturi simile a quella del latte materno. È una buona fonte alimentare di acidi grassi che l'organismo non è in grado di sintetizzare. È dunque molto indicato per la nutrizione dei lattanti e del bambino svezzato. E' raccomandato per l'alimentazione degli anziani per la sua alta digeribilità e per favorire l'assimilazione dei sali minerali e delle vitamine. Stimola infine la mineralizzazione delle ossa ed evita perdite di calcio.
Altri aspetti terapeuticiL'olio extra vergine di oliva per la sua composizione svolge un sicuro effetto protettivo sulle arterie, sullo stomaco e sul fegato. Negli ultimi anni si sono potuti conoscere le proprietà delle diete ricche di acidi grassi monoinsaturi (oleici) i quali agiscono:
nei diabetici, riducendo i livelli di glucosio nel sangue
diminuendo la pressione arteriosa, tanto quella distolica (massima) quanto quella sistolica (minima)
diminuendo la secrezione di acido gastrico dell'intestino tenue, importante per coloro i quali soffrono di ulcera (allo stomaco o al duodeno) o dispepsia
migliorando lo svuotamento della sacca biliare prevenendo la formazione di calcoli
producendo una minore attività di secrezione da parte del pancreas, importante nelle patologie come la pancreatite L'olio extra vergine di oliva è comunque sempre stato considerato a metà strada fra alimento e medicinale. Nelle comunità rurali viene ancora usato per estrarre le spine dalla cute, per curare il mal di pancia, per ammorbidire i duroni ecc.. Così come le nonne lo usavano per assicurare lucentezza e morbidezza ai capelli. Oggi la medicina è tornata a riconsiderare seriamente le proprietà terapeutiche dell'olio.
Recenti ricerche mediche suggeriscono che l'olio d'oliva può anche essere utile nel trattamento della psoriasi purchè sia a uno stadio lieve a moderato. La psoriasi è una malattia della pelle. Nelle zone affette da tale patologia la pelle diventa rossa o color argenteo e si formano delle placche squamose perché in queste zone vi è infiammazione e sovrapproduzione di pelle. Le placche si presentano più spesso su gomiti e ginocchia, ma tale patologia può riguardare qualsiasi altra parte del corpo. Non è contagiosa ed è spesso aggravata da uno stile di vita stressante e da comportamenti poco salutari tra cui il fumo e l’eccessivo consumo di alcol. Circa il 90 per cento di tutti i casi di psoriasi è di entità da lieve a moderata. Purtroppo, le terapie per la psoriasi hanno molti effetti collaterali e sono utilizzati per questa ragione soprattutto nei casi più gravi. Non è ancora stata messa a punto alcuna terapia medica per le persone con psoriasi da lieve a moderata, ma una soluzione potrebbe essere l'olio d'oliva. Alcuni anni fa, il Dr Fujio Numano, un ricercatore giapponese di malattie cardiovascolari, ha scoperto che una specifica preparazione di olio d'oliva ha avuto effetti positivi su un paziente affetto da psoriasi a placche. Una scoperta assolutamente casuale visto che Numano stava valutando gli effetti dell’olio d’oliva sul cuore.Uno dei suoi pazienti, di 71 anni, con una grave psoriasi, che era in terapia medica, ha avuto un 80% di riduzione delle placche dopo soli due mesi.I suoi risultati sono stati confermati da uno studio clinico che ha coinvolto più pazienti con psoriasi e altre patologie infiammatorie della pelle. I risultati sono stati eccellenti con netti miglioramenti in tutti i pazienti dopo pochi mesi di trattamento. Tali benefici affetti, secondo il medico che ha condotto lo studio, il dottor Patrick Massey, direttore dell’ Alexian Brothers Hospital Network, sono dovuti alla presenza dei biofenoli che, appunto hanno proprietà antinfiammatorie,arrivando a inibire alcuni processi metabolici e amplificare la risposta infiammatoria del nostro corpo.“Credo – ci ha dichiarato il Dr. Massey - che molte delle nostre malattie sono dovute al nostro stile di vita. Gli americani hanno spesso una vita disordinata: privazione del sonno e alimentazione poco equilibrata. Piuttosto che concentrarsi sui farmaci – ribadisce Massey – sarebbe utile interessarsi maggiormente di noi stessi e scopriremmo che forse la natura ci ha fornito alcuni dei migliori "farmaci" esistenti.”
L'olio d'oliva, pregiato alimento italiano, ha un'ennesima proprietà benefica, un po' particolare: fa diminuire il senso di fame, ingannando il corpo umano grazie all'acido oleico, un grasso che contiene in abbondanza. A dare al cibo la nomina di «truffatore» biologico è una ricerca da poco apparsa sulla rivista Cell Metabolism.A dirla tutta, il concetto non è così innovativo: altri studi di settore avevano evidenziato come durante la nutrizione venga stimolata la produzione di oleoiletanolamide (od OEA, ormone in cui l'acido oleico viene convertito quando raggiunge l'intestino) e che la somministrazione farmacologica di questo ormone diminuiva la frequenza dei pasti chiamando in causa recettori chiamati PPARa (peroxisome proliferator-activated receptors a).La nuova ricerca si articola in due punti fondamentali. Primo, ribadisce la funzione dell'OEA come difensore in grado di attenuare o far sparire gli spasmi della fame. Secondo, l'infusione di grasso nel piccolo intestino stimola il rilascio di OEA, mentre ciò non accade con carboidrati e proteine; non solo, per produrre l'OEA viene utilizzato l'acido oleico introdotto con la dieta.Mettendo assieme i dati raccolti, gli scienziati coinvolti affermano come che l'attivazione del rilascio di OEA nel piccolo intestino serva come sensore di collegamento tra consumo di grassi e sazietà. Secondo i ricercatori, i risultati del loro lavoro, il fatto cioè che l'OEA sia un attivatore fisiologico del senso di sazietà, aprono nuove prospettive farmaco-nutrizionistiche. Ad esempio,tale ormone potrebbe essere incluso in terapie per combattere l'obesità ed altre patologie alimentari.Positivo con riserva il commento di Alfredo Vanotti, docente di dietologia, nutrizione e dietistica alla Facoltà di medicina dell'Università di Milano: «Senza dubbio la notizia è importante e aggiunge un tassello alla piramide dei pregi dell'alimento fondamentale che è l'olio d'oliva. Già da tempo la ricerca scientifica, dal farmaco miracoloso ad azione antifame (ormai per fortuna molto meno pressante!), si sta indirizzando verso alimenti con proprietà nutriceutiche ad azione saziante: alcuni acidi grassi, variamente manipolati, stanno già comparendo sul mercato farmaceutico. Scoprire che un acido grasso presente in natura in uno degli alimenti più sani della dieta mediterranea possa stimolare il senso di sazietà ha sicuramente un effetto sensazionale. Stiamo attenti però: fame e sazietà non hanno come unico stimolo quello chimico. L'assunzione di cibo risponde infatti a stimoli emozionali, sociali, visivi, tattili e la capacità di autocontrollo sta alla base di tutto! E l'autocontrollo parte, in primo luogo, dalla conoscenza e consapevolezza che, l'olio d'oliva, sebbene sia il condimento più sano, è l'alimento più calorico e che la moderazione va attuata prima di poter verificare il benefico effetto saziante».

Nessun commento: