lunedì 6 aprile 2009

Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi

Spettava ai Normanni il compito di eliminare la presenza degli Arabi dalla Sicilia e la loro Pressione sulla Calabria, ponendo contemporaneamente termine alla dominazione bizantina. Ruggero I, figlio di Tancredi di Altavilla, a cui il fratello Roberto il Guiscardo aveva ceduto i diritti sulla Calabria, da Mileto, centro politico e militare della sua fortuna, conquistò tutta la Regione e quindi la Sicilia (1091). Il figlio e successore Ruggero II, grazie anche a fortunate vicende dinastiche, realizzò l'unità politica del Mezzogiorno d'Italia continentale e insulare.
Tancredi d'Altavilla
Il dominio normanno diede alla Calabria un governo stabile e la sottrasse all'influsso greco sostituendolo, in campo religioso, con l'influenza di Roma. L'ordine benedettino dei Cistercensi fu lo strumento religioso della latinizzazione della Calabria, così come il monachesimo basiliano lo era stato per il rito greco; all'ordine cistercense apparteneva Gioacchino da Fiore che poi fondò l'ordine florense (approvato con bolla papale del 1196) costruendo un centro religioso attorno al quale sorse S. Giovanni in Fiore. Con i Normanni la Calabria entrò a far parte del Regno di Napoli (2) di cui poi seguirà definitivamente le sorti. I Normanni introdussero nel Regno e quindi anche in Calabria un anacronistico regime feudale ed imposero un rigido centralismo che soffocò sul nascere ogni tentativo di autonomia dei centri urbani; il segno del centralismo rimase quale connotazione negativa nel Regno di Napoli sotto tutte le signorie che seguirono a quella normanna.

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