giovedì 16 aprile 2009

...e finalmente la cipolla di tropea...

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Cipolla di Tropea, eccellente prodotto della tradizione agricola calabrese

Ormai tutto il mondo ha scoperto l’affascinante Tropea, la cittadina pittoresca calabra a strapiombo su un mare limpidissimo di Capo Vaticano, che con il suo faro, è da sempre un punto di riferimento per i naviganti. Oggi però, ancora più che in passato, Capo Vaticano è meta per i turisti, non solo per la bellezza delle spiagge, ma anche per il fascino della sua storia, delle sue leggende e della sua gastronomia. Il nome stesso del capo, forse dal latino vaticinium, ci riporta ad un antico oracolo che tra queste alte rocce dava responsi a chi doveva affrontare il pericoloso passaggio tra Scilla e Cariddi.
Girando per le viuzze caratteristiche di Tropea si incontreranno molti negozi che tengono in bella mostra lunghe trecce della famosa “Rossa di Tropea”. No, non si tratta delle trecce di una bella donna rossa, ma della famosa cipolla rossa di Tropea. Rinomatissima nel mondo per il suo gusto delicato e dolce e soprattutto per la sua digeribilità, la “Rossa di Tropea” è diventata un gradito souvenir da portare a casa. Qualche bottega offre persino la confettura di cipolla da spalmare sulle bruschette. Visita
Tropea





Passeggiando per le strade della cittadina calabra di Tropea, è facile imbattersi in botteghe che espongono lunghe trecce della celebre “cipolla rossa”, di ogni forma e dimensione (lunga, tondeggiante o a mezza campana): bella da vedere, delicata e inebriante da gustare, digeribile e benefica per l'organismo. Povera di grassi, ma ricca di glucosio, sodio e potassio, questa vera perla dell'agricoltura locale ha la virtù di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di calcoli, e veniva impiegata dalla medicina tradizionale come cura contro le infezioni intestinali. Più che alle notevoli bellezze paesaggistiche di Tropea, affacciata sul mare incontaminato che bagna Capo Vaticano, la fama internazionale di questa località è dovuta proprio alla cipolla, che in Calabria si coltiva da millenni. Infatti, mentre nel resto d'Europa l'ortaggio arriva nel Medioevo, in questa regione era già stato importato da molti secoli, grazie ai Greci, che a loro volta avevano appreso le sue numerose virtù dagli Assiri e dai Babilonesi. Storicamente, l'area di produzione della “rossa di Tropea” va da Lamezia Terme a Ricadi, in provincia di Vibo Valentia. Ma le virtù di questa varietà sono rimaste indissolubilmente legate alla città di Tropea perché dalla sua stazione ferroviaria partivano i carichi di cipolle, da recapitare un po' in tutto il mondo. A giugno, quando avviene la raccolta, la cipolla viene lasciata a essiccare nella sua “tunica”, per poi essere conservata in luoghi freschi e asciutti. Le mani delle donne intrecciano le cipolle, separandole in base alle dimensioni, secondo una tecnica tramandata di generazione in generazione. Non si contano i prodotti agroalimentari nati per esaltare la dolcezza di questa varietà, che dipende dal particolare microclima della costa jonica calabrese: stabile nel periodo invernale, con un terreno abitualmente fresco e limoso. Alcuni produttori locali sfoggiano confetture di cipolla da spalmare sul pane, per farne bruschette deliziose. Altri uniscono erbe e spezie locali al trito di cipolla, abbinandovi l'energia e l'aroma inconfondibile del peperoncino locale. A crudo o a cotto, la cipolla di Tropea diventa per sua natura protagonista di mille ricette, accompagnando tutte le stagioni. In estate impreziosisce gustose insalate di pomodori freschi, cipolle, olive e origano; in inverno nobilita il soffritto necessario alla preparazione delle acciughe al forno, oppure finisce al forno per accompagnare le barbabietole. Piatti più robusti e calorici sono la tradizionale frittata con cipolle e patate, o lo stufato di calamari e fagioli. In quest'ultimo caso, la cipolla deve bollire assieme ai fagioli cannellini, per poi essere unita a un leggero stufato di calamaretti. Gli esempi potrebbero proseguire a lungo, includendo eccellenti abbinamenti con la pasta, il riso, i funghi, le verdure, per non dire degli sformati, delle focacce, delle marinate e dei gratin. Ma la più autentica cultura gastronomica calabrese suggerisce una pietanza che, meglio di qualsiasi altro piatto, dimostra il ruolo centrale della cipolla rossa nella cucina di questa regione: è la crostata di cipolle, alimento difficilmente riconducibile alle categorie tradizionali (primi piatti, secondi...). La preparazione inizia affettando le cipolle, che devono essere cotte in padella con olio e sale, avendo cura di aggiungere un po' d'acqua per preservarne la tenerezza. Poi si amalgamano con l'uovo, con il peperone e con il formaggio (va benissimo il Parmigiano). A questo punto si stende la pasta frolla in una teglia precedentemente oliata, avendo cura di mettere da parte un po' di pasta per la decorazione. Si distribuisce il composto ottenuto con le cipolle sull'impasto, coprendolo con le striscioline che solitamente guarniscono le crostate dolci. Infine si inforna il tegame, lasciano cuocere a fuoco medio per circa 40 minuti. La crostata può essere servita sia calda che fredda, ed è particolarmente indicata come antipasto rustico.

La cipolla “Allium cepa” è una pianta appartenente alla famiglia APG II, a cui appartiene anche l’aglio. Il frutto, come quest’ultimo, è costituito da un più o meno grande bulbo rotondo costituito dalla base delle foglie che crescendo si gonfiano e diventano carnose, succose e, con colori diversi: biancastro, rossastro, violaceo, questo bulbo è avvolto in una membrana cartacea che costituisce l’involucro. Originaria della Persia, nell’Asia occidentale, iniziò ad essere utilizzata dall’uomo, circa 5000 anni A.C. è stato uno degli alimenti principali degli operai, contadini e, di tutti coloro che svolgevano lavori pesanti, per il suo alto valore nutritivo.
Nella nostra gastronomia è utilizzata per innumerevoli ricette, cruda o bollita in insalate, le piccole cipolline fritte in agrodolce costituiscono un ottimo contorno per arrosti di carne, pollame e pesce; ingrediente immancabile in zuppe, minestre e sughi; ottima la frittata di cipolle che ha un gusto squisitamente e delicatamente dolciastro; una citazione particolare va fatta anche per ricordare l’importanza che questa assume nel famoso “fegato alla veneziana”; ottimo è mangiarla cruda immessa abbondantemente nei fagioli preparati con olive nere capperi e pomodoro.
E’ una buona norma, quando si fanno pasti piuttosto grassi, accompagnare a questi, contorni di cipolle fritte o lessate, in quanto le sostanze in esse contenute permettono di neutralizzare l’azione coagulante che questi grassi provocano nel nostro sangue e nel contempo evitano che questi grassi si trasformino in colesterolo.
Le proprietà terapeutiche della cipolla come quelle dell’aglio, sono immense e, andrebbero meglio sfruttate in quanto a differenza dei medicinali prodotti dalle industrie farmaceutiche, non danno spiacevoli effetti collaterali.
Dal consumo di questo bulbo immettiamo nel nostro organismo “composti solforati di cromo” che hanno il potere di ridurre gli zuccheri nel sangue e, quindi è una buona cura contro la Glicemia, regolano il numero di trigliceridi (grassi in circolo sanguigno), riducono il livello di colesterolo (grassi che si accumulano sulle pareti delle arterie, restringendole) e, in tal modo prevengono l’ipertensione arteriosa, l’aterosclerosi e, altre malattie cardiovascolari.
La quercitina, un flavonide che ha proprietà anticancerogene.
Altre sostanze stimolano l’attività renale favorendo l’eliminazione delle scorie di azoto (cloruri). Gli olii essenziali della cipolla cotta hanno un potere lassativo e regolatore intestinale. L’Adenosina e, altre sostanze, agiscono sulle piastrine e stimolano la disgregazione dei coaguli nel sangue (anticoagulante). L’ossido nitroso svolge un’azione preventiva contro l’impotenza e ha potere di stimolante sessuale, per questo anticamente in Egitto si preparavano decotti di cipolla per stimolare la libido.
Alcune delle sostanze necessarie al nostro organismo presenti nella cipolla sono i sali minerali: magnesio, potassio, sodio, cloro, zolfo, calcio, fosforo, ferro.
Negli Stati Uniti d’America un cardiologo, dopo aver letto un papiro egiziano, ha sperimentato i poteri della cipolla curando alcuni pazienti affetti da cardiopatia e che avevano un valore basso di colesterolo (buono) HDL, con il consumo di una cipolla cruda al giorno. Dopo poco più di due mesi i valori del colesterolo HDL sono aumentati in quasi tutti questi pazienti. La funzione del colesterolo HDL è quella di raccogliere e trasportare il colesterolo (cattivo) LDL al fegato che si occupa di distruggerlo.
In sintesi le sostanze della cipolla sono utili per:
la cura della glicemia;
l’azione diuretica e digestiva;
la cura dell’asma bronchiale;
il potere di espettorante;
stabilizzare il colesterolo e i trigliceridi;
la prevenzione e cura dell’ipertensione arteriosa;
l’azione anticoagulante;
la prevenzione e cura di malattie cardiovascolari;
afrodisiaco, prevenire e curare l’impotenza;
l’azione antisettica e antinfiammatoria;
le proprietà anticancerogene e prevenzione del cancro della prostata;
regolare l’attività intestinale e combattere eventuali vermi.

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